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Il costo della vita in Francia

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Il costo della vita a Parigi

Di Michela Garbin

Immagini Jean Louis Chaumeton

Montaggio Massimo Tralci

Parigi, quindicesimo arrondissement. Alle cinque del mattino, nella panetteria di sua proprietà, Mohamed Zerzour inforna baguette, le celebri bacchette di pane tanto care ai francesi. Care in ogni senso. Dall’inizio dell’anno a oggi, il costo è lievitato tre volte, fino a settantacinque centesimi di euro per la più semplice, come la nostra michetta. La baguette “tradition” che richiede tempi di lievitazione più lunghi, costa un euro, un euro e venti a seconda dei negozi.

Mohamed Zerzour - panettiere artigiano “Vendo la baguette ‘tradition’ a 1 euro. Ma trovo sia immorale. Lo faccio ma è immorale. Ho tre panetterie e in una di queste la vendo a 80 cemtesimi. Ma questo mi crea problemi, i colleghi pensano che non sia solidale con i panificatori. Ma preferisco essere solidale con i clienti che con i panificatori”.

Mohamed, francese di origine algerina, 32 anni, sa bene che il prezzo della farina incide per una piccola percentuale sul totale, mentre la prima voce è il costo del lavoro, seguita da spese e tasse.

Mohamed Zerzour - panettiere artigiano “Il costo del grano aumenta, la farina aumenta ma, quando calcoliamo bene, il prezzo del grano, è, se dico bene, il sei per cento del totale. Penso che bisogna approfittare di tutte le occasioni per evitare l’aumento della baguette, rimanere ragionevoli e dalla parte dei consumatori”.

In Francia il potere d’acquisto che è cresciuto solo dell’1,9 per cento dal 2003 ad oggi. Ma a ben guardare ad aumentare sono stati soltanto i redditi più alti. Le 3500 famiglie di “super ricchi” ( che dichiarano 1,8 milioni di euro l’anno) hanno visto crescere i propri compensi del 42 per cento negli ultimi otto anni. Per gli altri la crescita del potere d’acquisto è stata del 4,6%. Meno dello 0,60 per cento annuo.

Giovane donna “E’ dura…io lavoro e mio marito pure, ce la facciamo ma dobbiamo calcolare tutto. Bisogna fare delle scelte se si anno dei figli: noi li nutriamo bene, li curiamo con attenzione ma scegliamo cibi non cari e gli abitini più economici. Quello che è aumentato è il ristorante. Il cinema..”.

Donna “Aumenta tutto, un giorno una cosa, un giorno un’altra. E il futuro non sarà molto facile..”

Un caffè al tavolo costa 2,20. L’ingresso al cinema 9 euro e cinquanta.

Uomo“Ci sono tanti giovani che non comprano niente. Guardate i negozi: sono vuoti. Prima dell’euro erano pieni, era tutto molto meno caro”

I salari più bassi sono divorati dalle grosse spese fisse come affitto o mutuo, che assorbono il 75% del reddito disponibile.Ancora fino ad un anno fa, queste spese assorbivano circa il 45% del potere d’acquisto dei meno abbienti. Facendo un paragone, nel 1960, le spese fisse assorbivano ancora meno, il 22% . Insomma era più facile essere poveri mezzo secolo fa, dopotutto restava in tasca alle famiglie il 78 per cento della modesta busta-paga. Se lo ricorda bene lo stesso

Mohamed. Mohamed Zerzour - panettiere artigiano “Vengo da una famiglia di sei figli. Mio padre era operaio e mia madre non ha mai lavorato. Eravamo grossi consumatori di pane. Questa era la mia situazione da ragazzo: non abbiamo mai mangiato senza pane fresco in tavola”.